Locanda Bellavista - Cervo (Im)
posizione e panorama96%
freschezza e territorialità delle materie prime90%
servizio75%
gentilezza e cortesia95%
PRO
  • location emozionante
  • ottima cena a base di pesce
  • prodotti particolari poco comuni
CONTRO
  • poche camere
89%TOTALE
Voti lettori: (4 Voti)
82%

Un borgo d’altri tempi, rimasto intatto nei secoli, si affaccia al mare nel cuore della Riviera Ligure di Ponente.

Siamo a Cervo, nella provincia di Imperia. Le auto restano nei parcheggi fuori le mura e a piedi si entra in un mondo: caruggi lastricati a pietra che si snodano tra edifici antichi ed angoli di grande suggestione. Affacci sul mare sottostante che lasciano senza fiato. Percorrendo i saliscendi del borgo si arriva inevitabilmente alla spettacolare piazza dei Corallini, sagrato dell’omonima chiesa che in virtù di un’acustica particolare è da ormai 52 anni diventato luogo di culto per la musica cameristica.

Musica ma anche cultura, arte, spettacoli, natura, enogastronomia, artigianato; innumerevoli sfaccettature di un borgo da vivere in tutte le stagioni, lasciandosi avvolgere dalla sua magica atmosfera. Parlare di Cervo non è solo far riferimento ad un luogo che segna lo spirito, ma di un luogo che racchiude in sè la particolarità di non stancare mai. A Cervo si cerca la pace e si trova molto di più. Si ha la possibilità di respirare tranquillamente e di guardarsi dentro. C’è qualcosa in questo posto che fa parte del patrimonio emotivo e sentimentale della mia vita di viaggiatrice sempre alla ricerca di fulgide emozioni. Da anni, certificato tra `I Borghi più Belli d`Italia`,ha conservato intatte le sue originalissime caratteristiche di borgo medievale sul mare, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline. Piccoli stabilimenti balneari; per il resto, arenili e scogliere sono liberi e discreti e non si sente altra voce che quella immensa del Mare. L`acqua sempre limpida diventa specchio di emozioni, con fondali ricchi di alghe e pesci. A monte del paese, attorno a ruderi di epoche passate, le colline sono ricche di boschi di pini e uliveti, percorse da sentieri silenziosi dove si respira aria pulita. Tra i suoi vicoletti ciottolati si scovano piccole botteghe di artigiani ed artisti la cui scoperta è veramente un arricchimento della persona. Vera e propria folgorazione, per me, sono state le ceramiche della fantastica Mariella Balestra, artista che espone nella galleria permanente del Castello di Cervo, dove spiccano gli inconfondibili verdi, azzurri, e i blu del mare; conosciute anche in molte città italiane,europee ed oltre oceano, hanno raggiunto le mete più disparate attraverso i turisti che, in vacanza a Cervo, portano via pezzi unici della sua collezione. Cervo è nota per il Festival Internazionale di Musica da Camera, che si svolge ormai da più di quarant`anni e dove, i maggiori artisti d`Europa offrono concerti al chiaro di luna, da vivere in rapito silenzio. Il Festival e le rinomate Accademie musicali, hanno valso a Cervo il titolo di `Borgo della Musica`. A tavola, poi, Cervo è rimasta serenamente fedele alla dieta mediterranea: qui si fa ancora l`olio applicando l`antica tecnica della spremitura a freddo delle olive, il vino viene prodotto con le uve tipiche (pigato e vermentino) e i piatti sono cucinati con il pescato di ogni mattina.

La Locanda Bellavista, un vero angolo di Paradiso, si trova proprio all’ingresso del paese e domina imponente con la sua terrazza meravigliosa la piazza antistante che introduce nella magica atmosfera di Cervo.

La Locanda ha una storia antica, profonda, che parte dalla passione della famiglia Carrara originaria del bergamasco ed in particolare dall’amore fra Bruno Carrara e la moglie Rosalina che, più di cinquant’anni fa, hanno iniziato a rendere questo luogo in mezzo al verde una splendida dimora dell’anima quale è diventata oggi.Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sembra ancora oggi di rivedere Bruno, in mezzo ai suoi amati ulivi, oppure a trascorrere ore e ore a giocare al campo di bocce con gli amici che era situato nel piazzale antistante l’albergo dove oggi sorge il moderno e confortevole parcheggio. La tradizione di famiglia è stata portata avanti con l’identico spirito e la stessa amorevole passione verso gli ospiti dalle due figlie Franca e Patrizia, vere icone di Cervo e punto di riferimento di clienti, musici, artisti e letterati che frequentano assiduamente il Bellavista. La Locanda offre oggi sia un servizio di pernottamento in 5 camere doppie e 1 camera singola, confortevoli, climatizzate e luminose, appena ristrutturate e dotate di ogni confort, sia un servizio di ristorazione estremamente curato e valido che ho personalmente provato più e più volte in magiche serate estive di Agosto. A disposizione degli ospiti dell’hotel vi è  inoltre un solarium sulla grande terrazza, con vista mozzafiato a 360°, dal  mare alle colline circostanti. Il ristorante dispone di un giardino che permette di cenare all’ombra degli ulivi, oltre a tavoli sulla famosa e rinomata bella terrazza. Sulla stessa, nello spazio che precede l’ingresso al ristorante ,ogni giovedì sera si alternano musicisti di grande spessore che allietano gli ospiti con musica dal vivo. Davvero una sensazione unica,è sedersi in terrazza, godere di aria e profumi meravigliosi, e di vere chicche da bere…e se poi ti capita, in una bella sera di agosto, di ascoltare un noto musicista della zona, interpretare canzoni di Fabrizio De Andrè tra cui ” ‘A Cimma ” (La cima alla genovese), spiegarne accuratamente i testi e la poesia e il non facile procedimento che sta alla base della preparazione di questo famoso e complesso piatto ligure..si resta senza parole…le parole che forse solo Dè Andrè ha saputo trovare per descrivere quali strane ineguagliabili emozioni la sua terra è capace di trasmettere.

…Ti sveglierai sull’indaco del mattino

quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare

…ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà allo specchio della rugiada…

...Cielo sereno terra scura

carne tenera non diventare nera

non ritornare dura…

Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia

che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo…

La Locanda, da alcuni anni è il fulcro di importanti iniziative culturali di livello nazionale come il Premio Strega,universalmente riconosciuto come il premio letterario più prestigioso d’Italia, il Festival di Musica da Camera famoso a livello internazionale e giunto alla 52esima edizione, e l’Accademia Internazionale Estiva giunta ormai alla 27esima edizione dove musicisti di fama internazionale dirigono i corsi per i giovani musicisti.

In questa foto,Nicola Lagioia, vincitore Premio Strega 2015, ospite del ristorante Bellavista.

Ho personalmente riprovato (per l’ennesima volta per i lettori di Quinto Gusto) la cucina di Patrizia in una magica serata estiva di Agosto ed ho potuto apprezzarne in pieno la bontà e la cura dei particolari che rendono i piatti del ristorante un ulteriore contorno alla piacevolezza di un luogo da vivere a pieno come fosse un’unica esperienza di vita.Il tavolo che mi è stato assegnato era a dir poco speciale: godeva di una vista mozzafiato sul mare, piena di romanticismo e di grande impatto visivo e emotivo. A disposizione dei clienti il locale offre sia una sala interna molto confortevole e ben decorata che una sala esterna fruibile nei mesi caldi con annesso giardino degli ulivi molto suggestivo. La cucina di Patrizia fonde sapientemente la grande tradizione ligure con alcuni graditi tocchi di modernità: le materie prime sono di prima qualità e vengono scelte da lei in persona presso fornitori fidati e di assoluto pregio che rappresentano il fiore all’occhiello dei prodotti del territorio. Stagionalità, freschezza e varietà sono gli elementi fondamentali e imprescindibili della cucina del Bellavista dove tutto è pensato non solo per deliziare le papille gustative dell’ospite ma (cosa che ritengo assolutamente prioritaria e importante trattandosi di cibo) per donare attraverso i prodotti offerti benessere e salute al proprio ospite: qui si cucina infatti per fare salute, mantenendo intatto il rispetto della materia prima e della cottura dei cibi.Il pesce in particolare è freschissimo e di assoluta qualità, tanto da rendere il Bellavista un punto di riferimento per tutta la Riviera di Ponente per gli amanti del pescato.

Sotto la direzione impeccabile e discreta di Franca, ho cenato alla carta e ho potuto apprezzare e gustare degli ottimi tagliolini al nero di seppia con gamberi di Imperia (straordinari), a seguire dei gamberi di Imperia eccelsi e perfetti che presentano la classica caratteristica della testa violacea sinonimo di freschezza e di grande bontà.Poi lo chef Patrizia ci ha proposto un fritto misto molto gustoso ma allo stesso tempo di grande delicatezza per la perfetta frittura e ricco di pesci (finalmente) innaffiato da un impeccabile Pigato, nettare ideale per accompagnare una cena a base di pesce.Una menzione doverosa e necessaria meritano i sorbetti. Solitamente chi si reca al ristorante è abituato a trovare due tipi di sorbetti, quelli al limone e quelli alla mela. I sorbetti qui proposti lasciano solo l’imbarazzo della scelta e fanno venire voglia di provarli tutti: salvia e limone, fico e passito, fragola e porto, rum e mela, pera e calvados, arancia e campari, papaia e tequila, oltre ai classici. Veri elisir di bontà e di freschezza per tutti gli amanti della buona cucina, una chicca vera e propria del Bellavista, che per precisa scelta delle due titolari punta decisa sul prodotto di eccellenza e di qualità che affonda le proprie radici direttamente nel territorio. Tale scelta viene ripresa anche nella carta delle bevande da gustare in terrazza dopo cena che contiene alcune eccellenze quasi introvabili altrove come il Basilichito, reperibile solamente nei presidi Slow Food e assolutamente da provare una volta nella vita!!

Il sorriso e la bravura di Franca e Patrizia sono sempre lì, parlano la lingua del mare ed aspettano noi poveri marinai, in questo angolo tra cielo e mare, bisognosi di un posto dove la luna si mostra nuda sulle nostre vite da eterni viaggiatori , illuminando le nostre sensazioni, facendo luce sulle esperienze provate sulla propria pelle, la crudezza d’essere in balìa degli elementi;

“E ‘nt’ a barca du vin ghe navighiemu ‘nsc’i scheuggi” (E nella barca del vino navigheremo [anche] sugli scogli) “finché u matin…bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä” (finché il mattino… padrone della corda marcia d’acqua e di sale”) con quella corda finirà per legarci e riportarci al mare [al nostro destino] lungo una crêuza de ma.

 

Scrivi